
Oblì Faro Doc 2022 - Tenuta Enza La Fauci (75 cl)
Oblì e’ un vino caratterizzato da una leggera sapidità supportata dalla freschezza del Nerello Mascalese che in questi luoghi assume connotati davvero interessanti e una sua autenticità particolare e completato poi dai singolari profumi del Nocera.
E per finire il Nero D’Avola: la sua presenza in piccola percentuale conferisce ad Obli’ struttura e quel ”nervo siciliano” che solo certo Nero D’avola sa trasmettere ai vini della Sicilia.Vitigno: 60% di Nerello Mascalese, Nerello cappuccio, Nocera, Nero d’Avola
Affinamento: 12 mesi di barriques e poi 9 mesi in bottiglia
Classificazione: Faro DOC
Grado alcolico: 13,5 % vol
Abbinamenti consigliati: ideale con arrosti e carni rosse. Ottimo per esaltare selvaggina e formaggi stagionati. Da provare con una grigliata, oppure con le braciole di vitello, il capretto alla messinese o il montone al forno.
Areale di produzione: Venetico Marina (ME) - Sicilia
La cantina Enza La Fauci nasce a Peloro, vicino lo stretto di Messina. Una passione, quella di Enza, nata passeggiando tra i filari del vigneto al tramonto, accarezzati dai forti venti di Scirocco e Tramontana, apprezzando le sfumature dorate del mare siciliano.
Dopo l'esperienza di oltre 20 anni maturata nell'azienda di famiglia, la Distilleria Giovi, decide di impiantare un primo vigneto, all'interno della Doc Faro, e allevarlo con una cura materna, senza l’utilizzo di trattamenti chimici o meccanici, fatta eccezione di un piccolo trattore necessario alla lavorazione del terreno.
Fondata nel 2003, l’azienda si colloca su un piccolo terreno di famiglia. Tre ettari vitati caratterizzato da terreni argillosi e calcarei, spazzati da frequenti venti di scirocco e di tramontana che rendono questa zona unica rispetto al resto della Sicilia, spesso connotata da panorami più aridi e più assolati.
Il lavoro in vigna è esclusivamente manuale ed essendo azienda particolarmente attenta al totale rispetto della naturalità dei vini, non viene utilizzato nessun tipo di diserbante chimico, tanto da autodefinirsi "più biologica del biologico".
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